Caso pratico: la mancata promozione.
(di Fulvio Pierantoni, 01/07/2026)
Le delusioni nel mondo del lavoro sono spesso causa di frustrazione e blocchi emotivi, è consueto porsi nell’ottica di “fare il punto della situazione” e riproporsi domande magari accantonate per non complicarsi troppo la vita. Con questo breve articolo di taglio molto pratico, descrivo sinteticamente i passaggi principali seguiti in consulenza per aiutare Antonio a prendere la sua decisione. Naturalmente i dati sensibili sono fittizi.
Il caso: Antonio, 40 anni, diplomato, lavora in una azienda di medie dimensioni come impiegato amministrativo. Si aspettava una promozione che invece non è arrivata, è deluso al punto che vorrebbe cambiare posto di lavoro, ma si trova bene con i suoi colleghi quindi è indeciso e ha chiesto una consulenza filosofica per schiarirsi le idee.
Lettura filosofica breve
Questo caso mette in luce due temi classici della filosofia pratica: il conflitto tra valori (benessere relazionale vs. autorealizzazione) e la domanda sull’identità narrativa (chi sono io nel lavoro?). Aristotele ci ricorderebbe l’importanza dell’eudaimonia — vivere secondo le proprie virtù e realizzare le potenzialità. Seneca e lo stoicismo inviterebbero a distinguere ciò che dipende da noi (atteggiamento, scelte) da ciò che non dipende (decisioni altrui). Più recentemente, la filosofia esistenzialista (per esempio Sartre) enfatizzerebbe la responsabilità personale nella creazione del proprio progetto di vita professionale.
Domande socratiche poste ad Antonio
- Quale motivo profondo La spinge verso la promozione? È status, riconoscimento, compito più significativo, o altro?
- Cosa, nello specifico, trova di significativo nel rapporto con i colleghi? In che misura questo contribuisce al suo benessere quotidiano?
- Come si immagina tra cinque anni: nello stesso ruolo in quell’azienda, in un nuovo lavoro, o in una direzione completamente diversa?
- Quali aspetti della promozione mancata sono sotto il suo controllo e quali no? Cosa potrebbe fare diversamente per aumentare le probabilità in futuro?
- Quale costo concreto è disposto a pagare se sceglie di restare? E quale costo se sceglie di andare via?
Riflessioni operative consigliate
1) Separare valori e preferenze: abbiamo preso un foglio e stilato due colonne — valori (es. realizzazione, sicurezza, comunità) e preferenze pratiche (es. stipendio, orari). Questo chiarisce priorità stabili vs. desideri contingenti.
2) Valutare scenari plausibili: abbiamo costruito tre scenari, A) restare con obiettivi chiari; B) restare ma negoziare prospettive; C) cercare un nuovo lavoro; con pro e contro concreti, tempi e costi.
3) Sperimentare piccole azioni: abbiamo applicato lo stoicismo pratico identificando le possibili azioni sotto il controllo di Antonio (es. chiedere un riscontro formale al capufficio, aggiornare il CV, iniziare colloqui esplorativi) per ridurre l’incertezza senza bruciare il rapporto con i colleghi.
4) Rivedere la narrativa personale: abbiamo lavorato sul racconto di Antonio a sé stesso della questione e spostato il focus da “promozione negata = fallimento” a “evento informativo che richiede una strategia”.
Chiusura e invito all’azione
La consulenza filosofica non prescrive una scelta definitiva: aiuta a chiarire i valori, a valutare scenari e a progettare azioni sperimentali. Il tutto prima di agire e quindi prima di fare eventuali danni o doversene pentire. E’ un modo per cercare chiarezza, nel massimo rispetto verso sé stessi e gli altri.
Indicazioni bibliografiche
“Lettere a Lucilio” di Seneca;
“Etica Nicomachea” di Aristotele;
“Manuale (Enchiridion)” di Epitteto;
“L’esistenzialismo è un umanesimo” di Jean-Paul Sartre;
“La consulenza filosofica. La filosofia come opportunità di vita” di Gerd B. Achenbach;
“Platone è meglio del Prozac!” di Lou Marinoff;
“Sé come un altro” di Paul Ricoeur;
“Pensieri lenti e veloci” di Daniel Kahneman.